Promove https://promovefisioroma.com/ Fri, 25 Mar 2022 23:06:10 +0000 it-IT hourly 1 https://promovefisioroma.com/wp-content/uploads/2021/11/cropped-Icona-sito-32x32.jpg Promove https://promovefisioroma.com/ 32 32 Come eliminare l’acido lattico https://promovefisioroma.com/2022/03/24/come-eliminare-acido-lattico/ https://promovefisioroma.com/2022/03/24/come-eliminare-acido-lattico/#respond Thu, 24 Mar 2022 21:21:13 +0000 https://promovefisioroma.com/?p=1663 La sperimentiamo tutti prima o poi: quella sensazione di dolore muscolare dopo un esercizio fisico intenso. Molti la conoscono come acido lattico eppure è tempo di iniziare a chiamarla con il suo vero nome.

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Come eliminare l'acido lattico?

Il doms post allenamento

La sperimentiamo tutti prima o poi: quella sensazione di dolore muscolare dopo un esercizio fisico intenso. Molti la conoscono come acido lattico eppure è tempo di iniziare a chiamarla con il suo vero nome.

Di cosa parleremo?

La vecchia teoria dell’acido lattico

La scienza è in continuo miglioramento. Chi è consapevole di ciò, capisce quindi che bisogna continuare ad aggiornarsi per essere degli ottimi professionisti sanitari. La teoria dell’acido lattico infatti risale agli anni ‘20 ed è stata smentita da tempo da nuove evidenze scientifiche.

Introdotta per la prima volta dal fisiologo inglese Archibald Vivian Hill nel 1920 (insignito del premio Nobel nel 1922 proprio per i suoi studi sul metabolismo energetico muscolare) e rimasta in voga fino all’inizio del nuovo millennio, si basava sull’idea che l’eccesso di questo composto inducesse una riduzione del pH locale con un effetto “tossico” transitorio sul muscolo man mano che l’acido lattico veniva smaltito attraverso il circolo sanguigno e il pH ritornava al valore fisiologico normale.

Cosa provoca l’acido lattico

Perché viene quindi il dolore muscolare post allenamento secondo la scienza? Ad oggi esistono due teorie, anche se una di queste sembri più valida rispetto all’altra.

  • La microlesione muscolare (uno studio del 2020 le sta togliendo importanza, ma se vuoi approfondire puoi leggere questo articolo);
  • L’iperalgesia: l’aumento dell’affaticamento muscolare dovuto alla liberazione di ioni calcio che alzano il livello di elettroliti nel sangue così da creare un’iperstimolazione dei recettori del dolore.
Schema di microlesione muscolare
Microlesione muscolare

Un allenamento con doms è un allenamento efficace?

No pain no gain. Quante volte hai sentito dire questa frase? Per quanto bella sia dal punto di vista motivazionale, non rispecchia la realtà. Infatti il dolore muscolare post allenamento non è una condizione necessaria per migliorare l’ipertrofia. Per sviluppare i tuoi muscoli hai bisogno di:

  • Tensione meccanica
  • Stress metabolico

Non abbiamo avuto ancora modo di parlarne sul nostro blog, ma se vuoi approfondire questi argomenti segui la nostra pagina Instagram!

Persona che si tocca la spalla
Allenamento con doms

I rimedi per il doms

Non esiste una formula magica per smaltire il doms dopo un’attività sportiva. Di solito con il tempo il dolore tende a svanire da solo. Comunque vogliamo consigliarti 5 rimedi per eliminare “l’acido lattico” più velocemente.

  • Recupera attivamente e con esercizi differenti rispetto all’allenamento precedente;
  • Ripeti gli stessi esercizi ma con un’intensità minore;
  • Prendi integratori con caffeina o proteine;
  • Fai un buon riscaldamento prima di iniziare attività fisica (non fare stretching!);
  • Effettua un massaggio nella zona dolorante (rimedio di breve termine).

     

Questo è tutto quello che hai bisogno di sapere sul doms post allenamento e come smaltire quello che pensavi fosse acido lattico. Ti vogliamo lasciare con una frase che noi ci ripetiamo ogni giorno per avere la motivazione giusta per raggiungere i nostri obiettivi:

Ricorda che il dolore di oggi sarà la tua forza di domani

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Come eliminare l’acido lattico

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Bere collagene fa bene?

Lo sentiamo di continuo nella pubblicità, lo vediamo in farmacia in vari prodotti e tutti ne parlano sui social. Ci stiamo riferendo al collagene, una proteina animale che fa da supporto a molte strutture nel nostro corpo. Lo conosciamo anche in relazione all’invecchiamento perché quando si rovinano le sue fibre possono comparire inestetismi come le rughe.

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Bere collagene fa bene? https://promovefisioroma.com/2022/03/11/collagene/ https://promovefisioroma.com/2022/03/11/collagene/#respond Fri, 11 Mar 2022 10:28:42 +0000 https://promovefisioroma.com/?p=1435 Lo sentiamo di continuo nella pubblicità, lo vediamo in farmacia in vari prodotti e tutti ne parlano sui social. Ci stiamo riferendo al collagene, una proteina animale che fa da supporto a molte strutture nel nostro corpo. Lo conosciamo anche in relazione all’invecchiamento perché quando si rovinano le sue fibre possono comparire inestetismi come le rughe.

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Bere collagene fa bene?

8 fattori che compromettono compromettono le tua pelle.

Lo sentiamo di continuo nella pubblicità, lo vediamo in farmacia in vari prodotti e tutti ne parlano sui social. Ci stiamo riferendo al collagene, una proteina animale che fa da supporto a molte strutture nel nostro corpo. Lo conosciamo anche in relazione all’invecchiamento perché quando si rovinano le sue fibre possono comparire inestetismi come le rughe.

Di cosa parleremo?

Collagene da bere, in compresse o in crema

Il collagene assomiglia ad una corda con filamenti attorcigliati intorno ad essa come si vede nella foto.
Facciamo due conti: del nostro corpo è formato da proteine di cui sono collagene. Ciò significa che una persona che pesa 60 kg avrà circa 4 kg di collagene. Quanto bisogna assumerne per essere in salute quindi? Zero.

Immagine al microscopio del collagene
Immagine al microscopio del collagene
Schema della struttura del collagene
Struttura della fibra di collagene

Perché non ha senso assumere collagene

Ci spieghiamo meglio. Il collagene fa bene al nostro corpo, ma non si assume così. Come tutte le proteine è formato da amminoacidi (immaginali come dei mattoncini Lego) che vengono assimilati tramite l’alimentazione. In base a come si ordinano questi mattoncini e di che tipologia sono si formeranno delle proteine piuttosto che altre. 

Vuoi aiutare il tuo corpo a produrre collagene? Presta attenzione a ciò che mangi. Ti abbiamo messo un post qui sotto per aiutarti a scegliere gli alimenti.

Cosa rovina il collagene?

Molti fattori legati allo stile di vita invece riducono la sintesi del collagene. Cosa succede se non ne produci abbastanza?

  • Hai un maggior rischio di lesioni;
  • Il tuo invecchiamento sarà accelerato;
  • Potresti soffrire di patologie osteoarticolari.

Conseguenze che si riassumono in una qualità di vita peggiore. Se vuoi rimanere in salute, evita questi 8 fattori.

1. Il tabacco

Fumare diminuisce la sintesi di collagene di tipo I e III e aumenta invece la produzione di metalloproteinasi, delle proteine che degradano il tuo collagene.

2. Eccesso di FANS

Non sono le persone che ti adorano quando sei famoso, ma farmaci non steroidei. Sopprimono l’infiammazione così da aiutare a ridurre il dolore, però riducono la sintesi di collagene e aumentano i tempi di recupero da una lesione. Puoi prenderli, ma ti consigliamo di farlo solo quando il dolore è insopportabile.

3. Il sole

Ripeti insieme a noi: la protezione solare 50+ va messa su viso e collo 365 giorni l’anno più volte al giorno anche se è nuvoloso. La sovraesposizione cronica al sole infatti riduce la sintesi di collagene con conseguente comparsa di rughe e macchie sulla pelle.

4. L’allenamento inadeguato

Mai avere una routine di allenamento che include esercizi dai movimenti rapidi e di allungamento dei muscoli senza allenare la forza. Si crea uno squilibrio tra la potenza muscolare e la capacità di carico del tendine.

5. La caffeina

Bere troppi caffè al giorno (max 4), oltre ad ingiallire i denti e compromettere la capacità cardiovascolare, diminuisce la sintesi di collagene.

6. Stress cronico

La notte è il momento migliore in cui il nostro corpo produce collagene. Una buona qualità del sonno è quindi importante per aiutare il processo. C’è bisogno di specificare che una persona eccessivamente sotto stress ha difficoltà ad addormentarsi?

7. Disidratazione

Bevi, bevi e bevi. La mancanza d’acqua fa soffrire tutti i nostri tessuti connettivi.

8. La sedentarietà

Il nostro corpo ha bisogno tutti i giorni di sfide mentali e fisiche per stare bene. In particolare il lavoro meccanico è una toccasana per la produzione di collagene. Se hai uno stile di vita sedentario invece il tuo corpo non sentirà la necessità di sintetizzare il collagene, quindi non lo farà.

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Lo sentiamo di continuo nella pubblicità, lo vediamo in farmacia in vari prodotti e tutti ne parlano sui social. Ci stiamo riferendo al collagene, una proteina animale che fa da supporto a molte strutture nel nostro corpo. Lo conosciamo anche in relazione all’invecchiamento perché quando si rovinano le sue fibre possono comparire inestetismi come le rughe.

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“Cervicale” e sensazione di collo rigido. Stai troppo al cellulare? La “sindrome text neck” https://promovefisioroma.com/2022/02/25/cervicale-sindrome-text-neck/ https://promovefisioroma.com/2022/02/25/cervicale-sindrome-text-neck/#respond Fri, 25 Feb 2022 10:42:15 +0000 https://promovefisioroma.com/?p=1043 Chi sta tanto tempo al cellulare potrebbe soffrirne. Si chiama “sindrome text neck” e colpisce anche i più giovani. Però, come per ogni nuovo studio, ci sentiamo in dovere di fare le nostre considerazioni.

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Cervicale” e sensazione di collo rigido. Stai troppo al cellulare?

La “sindrome text neck”.

Chi sta tanto tempo al cellulare potrebbe soffrirne. Si chiama “sindrome text neck” e colpisce anche i più giovani. Però, come per ogni nuovo studio, ci sentiamo in dovere di fare le nostre considerazioni.

Di cosa parleremo?

Come nasce la “sindrome text neck”

Nell’ultimo decennio l’utilizzo del cellulare è aumentato in maniera spropositata. Pensare che quando eravamo noi bambini, i nostri genitori ci concedevano di usare il loro soltanto per giocare a Snake. Non c’era Tik Tok, né Facebook e né tantomeno ci si facevano i selfie. Ad oggi l’utilizzo sproporzionato ha portato alcuni autori a ipotizzare che l’insorgenza di nuovi dolori cervicali, al collo e alla testa sia legata a questo fatto. Il suo nome è “sindrome text neck” perché rimanda alla posizione del collo mentre siamo al cellulare.

Illustrazione di un uomo con il collo piegato che osserva il cellulare
Rappresentazione della sindrome text neck

“Cervicale”* e mal di testa, quali sono gli altri sintomi?

* il nome corretto è cervicalgia, ma continueremo a chiamarla così per avvicinarci al linguaggio comune.

Il paziente con sindrome text neck presenta di solito dolore al collo, sensazione di rigidità e indolenzimento. Quando peggiora, può irradiare lungo gli arti superiori e provocare un mal di testa persistente. Tutto ciò rende difficile compiere quei movimenti che facciamo ogni giorno quindi le persone trovano spesso rifugio nei farmaci per non sentirsi schiave del dolore.

Il peso della testa sul collo

Ma come sono arrivati gli autori a collegare dolore e rigidità del collo al cellulare? Il carico che la zona cervicale deve sostenere quando stiamo scrivendo un messaggio con lo smartphone è direttamente proporzionale alla flessione del collo. Infatti:

  • In posizione neutra la testa pesa 4/5 kg;
  • Con flessione 15° pesa 12 kg;
  • Con flessione 45° pesa 22 kg;
  • Con flessione 60° pesa 27 kg.

Quindi si suppone che questo peso giustifichi una maggiore presenza di degenerazione del disco intravertebrale in soggetti giovani.

Illustrazione che mostra la correlazione tra il piegamento del collo e il peso assorbito dalla cervicale
Carico della zona cervicale

Gli studi sul dolore cervicale

È davvero pericoloso guardare il cellulare con il collo flesso? La risposta è no.

Gli studi citati sopra sostengono che ci sia una relazione tra smartphone e dolore cervicale, ma in una recente revisione sistematica è stato dimostrato che queste pubblicazioni presentano degli errori a causa di preconcetti (bias per chi ne capisce). Significa che la qualità di tali studi è bassa e le informazioni metodologiche sono poco chiare. 

Articoli più attendibili infatti dimostrano che in 5 anni di follow-up di 150 adolescenti tra i 18 e 21 anni, sia nei soggetti sani che in quelli che presentavano sintomi non è stato trovato nessun collegamento tra dolore al collo e uso del cellulare.

Posso stare al cellulare?

Anche se vi abbiamo fatto vedere come la causa di “cervicale” non sia la flessione del collo mentre siamo al cellulare, questo non significa che vi diamo tana libera tutti. Oltre alle problematiche sulla salute generale (occhi, concentrazione, umore sono solo alcune) che lo smartphone può provocare, il nostro corpo non è bravo a sopportare a lungo posizioni statiche, così come per chi lavora al pc o ha una vita sedentaria. È sempre bene cambiare spesso postura e fare dei piccoli snack di movimento, altrimenti potresti veramente soffrire di problematiche muscolo scheletriche.

Vedi il nostro reel sulla sindrome text neck

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Mal di schiena? Sintomo della scoliosi idiopatica o… https://promovefisioroma.com/2022/02/11/mal-di-schiena-e-scoliosi-idiopatica/ https://promovefisioroma.com/2022/02/11/mal-di-schiena-e-scoliosi-idiopatica/#respond Fri, 11 Feb 2022 09:43:13 +0000 https://promovefisioroma.com/?p=969 Rispondiamo ai maggiori dubbi sulla scoliosi: quando si può parlare di scoliosi? Cos'è scoliosi idiopatica nei bambini? Mal di schiena significa scoliosi? Cosa fare? Leggi la storia di Jessica Ashwood.

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Mal di schiena? Sintomo della scoliosi idiopatica o…

I maggiori dubbi sulla scoliosi

Chiunque può sviluppare la scoliosi. Se si ha un familiare che ne soffre, c’è una probabilità maggiore di avere questo disturbo perché si tramanda geneticamente. In ogni caso non è detto che sia presente una sintomatologia dolorosa. Ma andiamo a dissipare qualche dubbio che potresti avere.

Quando si può parlare di scoliosi

La scoliosi è una deviazione della curvatura della colonna vertebrale maggiore di 10° secondo l’angolo di Cobb e riguarda il 3% della popolazione mondiale.

Schema osseo che mostra la scoliosi
Rappresentazione della scoliosi

I casi di scoliosi lieve non hanno ripercussioni sulle attività quotidiane, ma in circostanze gravi ci potrebbe essere bisogno di intervenire con la chirurgia per ridurre il dolore e le limitazioni che apporta alla vita della persona. Anche se stiamo parlando di curvature maggiori di 30-40° angolo di Cobb.

La scoliosi idiopatica giovanile

Tra una visita di controllo e l’altra, l’età in cui ci si accorge di soffrire di questo disturbo è quella giovanile, tra gli 8 e i 20 anni. Molto spesso a studio vengono infatti bambin* o adolescent* con diagnosi di scoliosi idiopatica, che rappresenta circa il 75% dei casi di scoliosi. Inoltre si è notata un’incidenza maggiore nel sesso femminile. Bisogna dire che la curva scoliotica verso i 19 anni (il termine dell’età dello sviluppo) smette di peggiorare, ma una vita sedentaria può portare ad ingobbirsi e ad avere problematiche fisiche andando più avanti con l’età.

Cosa non fare (assolutamente!) con la scoliosi

Sport asimmetrici, zaini pesanti, postura scorretta… tutte cose che dicono persone che NON devi ascoltare. Ecco l’unica cosa che ti consigliamo di non fare. La scienza va avanti, ciò che si pensava fosse vero prima viene messo in dubbio grazie ad esperimenti più validi e a evidenze scientifiche più consistenti. Hai presente il consiglio che ancora danno alcuni medici sul “fare nuoto se hai problemi alla schiena”? Anche quello è datato e smentito ormai da tempo. Leggi il post qui sotto per scoprire il perché.

La storia di Jessica Ashwood

A proposito di nuoto, facciamo parlare il record mondiale dei 400m e 800m stile libero, Jessica Ashwood. La sua storia è un esempio di come il nostro corpo è capace di adattarsi a qualsiasi condizione fisica. 

Quando aveva 13 anni le è stata diagnosticata una scoliosi lieve, che però nel giro di un anno è peggiorata così tanto fino ad arrivare a una curvatura di 40° angolo di Cobb. A quel tempo Jessica già aveva obiettivi seri nel nuoto, infatti ha riferito riguardo la diagnosi:

Di norma se sei giovane e la curvatura è di 40° dovresti operarti perché peggiora sempre anche solo a causa della forza di gravità. Puoi indossare un busto, ma devi farlo per 22 ore al giorno. Avrei dovuto lasciare il nuoto. Non soffrivo dolore a quel tempo quindi io e la mia famiglia abbiamo scelto di non procedere chirurgicamente.

E così l’atleta australiana ha dovuto affrontare molte difficoltà per adattare il suo stile di nuoto alla sua patologia, ma ce l’ha fatta, e anche con successo: ha partecipato a due Olimpiadi, due campionati mondiali, un paio di Giochi del Commonwealth ed è detentrice di due record mondiali nello stile libero.

Oggi Jessica ha deciso di procedere con l’operazione per non escludere la possibilità di costruire una famiglia in futuro, ma il nuoto fa sempre parte della sua vita.

Jessica Ashwood mostra la cicatrice sulla schiena per via della sua operazione chirurgica
La cicatrice di Jessica Ashwood

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Dolore cronico alla schiena: quando e perché accade https://promovefisioroma.com/2022/01/28/dolore-cronico-schiena-quando-e-perche/ Fri, 28 Jan 2022 11:01:05 +0000 https://promovefisioroma.com/?p=885 Il dolore cronico è un dolore che si ripresenta per un periodo di tempo prolungato. Proprio per questo motivo spesso diventa il problema clinico predominante in alcuni pazienti, soprattutto con problematiche lombari. Infatti negli ultimi studi scientifici si è dimostrato che può essere considerata una patologia a sé. Ma queste informazioni sono facili da trovare su internet.

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Dolore cronico alla schiena

Quando e perché accade

Il dolore cronico è un dolore che si ripresenta per un periodo di tempo prolungato. Proprio per questo motivo spesso diventa il problema clinico predominante in alcuni pazienti, soprattutto con problematiche lombari. Infatti negli ultimi studi scientifici si è dimostrato che può essere considerata una patologia a sé. Ma queste informazioni sono facili da trovare su internet.

Un viaggio temporale nel nostro corpo

Per prima cosa preferiamo chiamare persistente – e non cronico – questo tipo di dolore per un semplice motivo: vogliamo che la smetti di credere che lo avrai per sempre. Il nostro corpo ha una capacità di adattamento che ci ha tenuti vivi per milioni di anni. 
Noi quindi oggi faremo un viaggio nel tempo e nello spazio per aiutarvi a capire cosa accade nel nostro corpo quando proviamo dolore.

I messaggeri del dolore cronico

Immaginate che il vostro corpo sia uno scenario medievale. Re, regine, cavalieri e… messaggeri. Sì, proprio quelli che venivano annunciati suonando la tromba. 
Dentro di noi quando ci facciamo male accade la stessa cosa: esistono dei recettori che quando vengono stimolati si attivano. Di certo non si mettono a strombettare, ma rilasciano all’interno di un neurone delle sostanze che viaggiano verso il midollo spinale. Fino a questo momento non sei ancora cosciente di quello che ti è appena successo. Magari hai dato una botta alla schiena ma per ora non provi dolore.

Recettori del dolore che trasmettono il messaggio al midollo spinale
Recettori del dolore che trasmettono il messaggio al midollo spinale

Il paladino della giustizia

Dal midollo spinale il messaggio arriva alla corteccia cerebrale e da qui subentra il nostro più fedele paladino: il cervello. Con il suo aiuto riusciamo a intendere che c’è qualcosa che sta mettendo a rischio la nostra salute e ci fa quindi attivare dei meccanismi di difesa. Anche se è un bravo cavaliere, non ci fa prendere la spada e tagliare il gradino su cui abbiamo appena battuto la schiena. Tuttavia, possiamo avere un’infiammazione, una disfunzione muscolare o semplicemente provare dolore.
(Guarda il punto 6 dell’immagine sottostante)

Aree funzionali del cervello
Aree funzionali del cervello

È chiaro cosa abbiamo appena detto? Il dolore è creato dal nostro cervello e proiettato sul corpo per difenderci da un pericolo. È come un antifurto che suona quando qualcosa vuole farci male.

Anche la principessa sul pisello soffriva di dolore cronico

E finalmente parliamo di principesse. Ti ricordi la favola? La principessa si rigirava continuamente nel suo letto senza riuscire ad addormentarsi perché sentiva qualcosa che gli dava fastidio alla schiena e non le permetteva di stare comoda. La causa era un piccolo pisello sotto al materasso. 
Da fisioterapisti possiamo dire che la povera principessa aveva i nervi del tatto e della pressione troppo sensibili, come se qualcuno avesse alzato al massimo il volume dei suoi recettori (i famosi messaggeri con la trombetta).
Questo infatti è ciò che accade a chi soffre di dolore cronico: quando il nostro sistema si “danneggia”, accusiamo un’ipersensibilità nervosa. Ciò significa che i nervi si attivano troppo facilmente, pertanto c’è una stretta relazione tra ciò che avviene nella nostra testa e delle disfunzioni fisiche.

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Quando la causa del dolore lombare è il computer: 5 consigli per una postura corretta al pc. https://promovefisioroma.com/2022/01/13/postura-corretta-pc/ https://promovefisioroma.com/2022/01/13/postura-corretta-pc/#respond Thu, 13 Jan 2022 11:09:30 +0000 https://promovefisioroma.com/?p=732 Hai una vita sedentaria. La maggior parte della giornata la passi a lavorare davanti al computer e quando stacchi non hai tempo né voglia di fare un po’ di movimento. Ma c’è questo mal di schiena che non ti lascia in pace. Ogni giorno è la stessa storia: quando ti alzi, quando stai seduto, quando ti pieghi. Allora inizi a cercare dei rimedi su internet perché probabilmente la causa sarà la postura sbagliata quando lavori al pc.

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Quando la causa del dolore lombare è il computer

5 consigli per una postura corretta al pc

Hai una vita sedentaria. La maggior parte della giornata la passi a lavorare davanti al computer e quando stacchi non hai tempo né voglia di fare un po’ di movimento. Ma c’è questo mal di schiena che non ti lascia in pace. Ogni giorno è la stessa storia: quando ti alzi, quando stai seduto, quando ti pieghi. Allora inizi a cercare dei rimedi su internet perché probabilmente la causa sarà la postura sbagliata quando lavori al pc.

I rimedi su internet per il mal di schiena da seduto

Dopo la ricerca su Google è tutto più chiaro. È sicuramente la postura scorretta che ti fa venire mal di schiena. D’altronde vedi un cuscino ergonomico per supporto cervicale, una fascia posturale e una sedia per ufficio da oltre 1000€. C’è anche chi consiglia una bevanda miracolosa allo zenzero per far passare lo stato infiammatorio. Se ci tieni al tuo portafoglio, non comprare nulla di tutto ciò. Gestire il dolore lombare perché sei seduto troppo tempo davanti al computer è possibile, ed è gratis. Basta adottare dei piccoli accorgimenti e seguirli con costanza.

Ricerca su Google di rimedi contro il mal di schiena
Ricerca su Google di rimedi contro il mal di schiena
Alcuni rimedi trovati su internet.

Il vero rimedio naturale per il dolore lombare

Dimentica l’acqua allo zenzero e gli impacchi caldi. L’unico vero rimedio naturale per migliorare il mal di schiena è FARE MOVIMENTO. Non stiamo parlando di esercizi come 10 piegamenti sulle braccia nelle pause caffè o fare le scale di corsa. I nostri corpi non si sono ancora adattati ai lavori moderni, tanto è vero che le sedie minacciano la nostra salute, per questo motivo dobbiamo cercare di reinventarci e ridurre al minimo i danni. Infatti la migliore strategia per gestire il dolore lombare è muoversi il più possibile e cambiare spesso postura. Vediamo come.

5 consigli per eliminare il dolore lombare da seduto

Parola di fisioterapista. Segui questi 5 consigli per lavorare davanti al pc senza far male alla tua schiena.

1. Gli snack di movimento

È importante muoversi ogni 60-90 minuti che si sta seduti. Per esempio ogni volta che ti chiamano puoi alzarti per parlare al telefono, oppure vai a chiacchierare due minuti con un collega. Per aiutarti a tenere il tempo, imposta una sveglia sul tuo cellulare.

2. Piccoli movimenti specifici

Puoi fare dei piccoli movimenti anche mentre stai lavorando. Le principali cause di mal di schiena nel tuo caso possono essere la scarsa mobilità delle anche e la debolezza glutea, quindi per rinforzare queste parti del corpo inserisci micro-movimenti nella tua routine lavorativa come contrarre i glutei, alzarsi dalla sedia e risedersi, e fare rotazioni con il collo.

3. Cambiare la postura

Cerca di lavorare in posizioni diverse per variare la tua postura. Se vuoi comprare qualcosa per aiutare a ridurre il dolore lombare mentre sei al computer, l’opzione giusta è uno standing desk che ti consente di lavorare in piedi. Altre idee potrebbero essere una fitball o uno sgabello. Per prendere spunto, guarda questo video che abbiamo creato.

4. Organizza al meglio la tua giornata e la scrivania

Più sei organizzato, più riesci a sfruttare al meglio il tuo tempo. Segnati sul calendario cosa farai durante la giornata includendo anche gli esercizi per la tua schiena. Mi raccomando, lascia accanto alla scrivania gli oggetti necessari (tappetino, roll, fitball) così da non perdere tempo.

5. Una buona luce e una pianta

Lavora accanto a una finestra con luce naturale, poiché riposare la vista ogni 20 minuti farà bene sia ai tuoi occhi che alla tua mente. In più è stato dimostrato che avere una pianta verde vicino alla postazione lavorativa aumenta la concentrazione e quindi la prestazione.

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Lo sentiamo di continuo nella pubblicità, lo vediamo in farmacia in vari prodotti e tutti ne parlano sui social. Ci stiamo riferendo al collagene, una proteina animale che fa da supporto a molte strutture nel nostro corpo. Lo conosciamo anche in relazione all’invecchiamento perché quando si rovinano le sue fibre possono comparire inestetismi come le rughe.

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Hai dolore al fianco quando corri? Cause e rimedi del comune “dolore alla milza” https://promovefisioroma.com/2021/12/10/dolore-milza-quando-corri/ https://promovefisioroma.com/2021/12/10/dolore-milza-quando-corri/#respond Fri, 10 Dec 2021 10:24:57 +0000 https://promovefisioroma.com/?p=598 Mentre corri ti compare un dolore al fianco? Non c'è niente di cui preoccuparsi. Vediamo insieme quali sono le possibili cause e i rimedi per il cosiddetto "dolore alla milza".

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Hai dolore al fianco quando corri?

Cause e rimedi del comunedolore alla milza

Mentre corri ti compare un dolore al fianco? Non c’è niente di cui preoccuparsi. Vediamo insieme quali sono le possibili cause e i rimedi per il cosiddetto “dolore alla milza”.

Questa volta la sveglia alle 6.00 di mattina ha funzionato: stai andando a correre. La playlist che ascolterai per darti la carica è pronta. Cuffiette, scarpe da ginnastica nuove fiammanti per sentirti maratoneta. Esci di casa, 2 minuti di passo sostenuto per riscaldarti e poi inizi a correre. Va tutto bene… finché non compare quel fastidioso dolore al fianco mentre fai attività fisica. Come mai?

Perché hai dolore al fianco mentre corri?

Uno dei disagi più comuni quando iniziamo a correre è la comparsa di fitte nella zona laterale delle costole, destra o sinistra, che possono presentarsi anche tra la spalla e la clavicola. Tutti lo conosciamo come il “dolore alla milza” anche se, come vedremo, poco ha a che fare con questa parte del nostro corpo. Questo fastidio di solito si verifica durante sport di resistenza come la corsa o il ciclismo. Ti diremo la verità: è un dolore frequente in persone che hanno scarsa tecnica di corsa o che tollerano meno lo sforzo. Ma vediamo il bicchiere mezzo pieno: basta migliorare il proprio stato di allenamento e la tecnica per sentirsi subito meglio.

Ragazzo che corre su una pista d'atletica

Cos’è veramente il “dolore alla milza” quando corri

A che età hai scoperto che Titti, il canarino che fa “mi è semblato di vedele un gatto” (sic.), fosse maschio? Come con Titti, anche la credenza che le fitte al fianco mentre corri siano connesse alla milza va smentita. Il nome corretto sarebbe DAT (dolore addominale transitorio) e da un punto di vista scientifico le cause che scatenano questo fastidio non sono ancora chiare. Ciò che è certo è che non devi preoccuparti, non è niente di grave e tende a passare da solo dopo qualche minuto.

Le cause del “dolore alla milza” secondo la scienza

Solo negli ultimi vent’anni la scienza sta studiando le cause del “dolore alla milza” durante l’attività fisica, ma ancora non si è arrivati a una spiegazione definitiva. Un’ipotesi potrebbe essere l’ischemia del diaframma: meno sangue fluisce nel diaframma perché l’apporto maggiore si concentra sugli altri muscoli messi sotto sforzo dall’attività fisica, di conseguenza il muscolo diaframma è sottoposto a un indolenzimento. Mi raccomando, non prendere i sintomi del DAT come una buona scusa per non andare più a correre: esistono alcune raccomandazioni per evitarlo.

Uomo che corre all'alba su una strada

4 consigli su come evitare il dolore al fianco mentre corri

Per correre in tutta tranquillità prova a seguire questi consigli:

  1. Controlla la respirazione e sincronizzala con il tuo ritmo di corsa. Un metodo che funziona per trovare il tempo è fare a ripetizione 3 passi inspirando e 2 buttando fuori l’aria.
  2. Mangia 2/3 ore prima di fare attività fisica.
  3. Bevi, ma a piccole dosi mentre stai correndo per evitare un appesantimento dello stomaco.
  4. Non iniziare ad allenarti a tutto sprint. Se sei alle prime armi inizia con progressioni lente e intervalli a bassa intensità, per poi aumentare quando avrai un miglior stato di allenamento.

I rimedi per il dolore al fianco mentre corri

Hai provato a seguire i consigli di prima, ma stai correndo e ti viene comunque una fitta al fianco. Ecco 4 modi per alleviare il dolore.
  • Modifica lo schema respiratorio: fai respiri profondi mentre corri buttando fuori tutta l’aria o utilizza la respirazione diaframmatica.
Immagine che spiega la despirazione diaframmatica
  • Mobilizza la zona addominale: piega la schiena in avanti e premi delicatamente la zona che ti fa male per qualche secondo, poi rilascia. Oppure contrai al massimo i tuoi addominali e fai vedere la tartaruga, può aiutare ad alleviare i sintomi.
  • Controlla la dieta: assumere integratori energetici (solidi o liquidi) può essere una soluzione soltanto se vengono monitorati da specialisti gli effetti sul tuo corpo.
  • Fai manipolazione toracica o spinale: nel caso in cui si suppone che il “dolore alla milza” abbia una correlazione con la tua postura o l’eccessiva tonicità muscolare ti consigliamo un approccio fisioterapico basato su tecniche di manipolazione e mobilizzazione toracica.

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